Grillo non deve ferire il gioco d’azzardo lecito italiano

La propaganda di Grillo sulla “rivoluzione buona come ricetta praticabile” ormai ha quasi stancato, sopratutto coloro che non la pensano come lui: l’altra sera, di nuovo, Grillo è inciampato ferendo non tanto e sempre il sistema del gioco lecito, ma cavalcando il proprio cavallo di battaglia. Il cavallo “reddito di cittadinanza” può e dovrebbe essere sostenuto da ulteriori tasse sul gioco lecito che genera, a suo dire, un milione di malati da curare: se fosse veramente così non ci vorrebbe l’inasprimento fiscale, ma bensì l’abolizione del gioco in quanto un milione di malati non li ha generati lo “scandalo amianto” che, giustamente è stato abolito! Queste riflessioni sono state contrapposte a Grillo da As.Tro che non poteva ovviamente stare in silenzio dinanzi ad affermazioni e cifre… sparate a caso che fanno emergere una situazione di “comunità epidemiologica” certamente non realistica.

Grillo, poi, ipotizza un’altra “piccola spremitura” al gioco lecito -3 o 4 miliardi, che potrebbe elevarsi a 22-23, se il M5S seriamente iniziasse un vero percorso di indagine sul gioco, un percorso di sensibilizzazione nei confronti di quel volume di affari e scommesse che si sottrae al controllo. Anche il “movimento” dovrebbe rendersi conto che il gioco pubblico è un’azienda di Stato a cui dover accordare quella “protezione” invocata per l’energia, l’acqua, i trasporti e che non ha ormai molto senso combatterne le inefficienze se prima non la si libera da una concorrenza irregolare che si “beffa delle leggi vigenti”: e Grillo cosa risponderà ad As.Tro?

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